giovedì 19 marzo 2015

Mont Maudit - *Saumons et glaçons*

Secondo giorno in quota, nell'ambito di un corso di formazione per aspiranti guide alpine. Partendo dal Rifugio Torino ci siamo addentrati nella Combe Maudite per salire un recente itinerario inaugurato nell'autunno 2014 da E. Bonino con L. Breveglieri e O. Colaye: *Saumons et glaçons* (500 m, IV/5 M5+). Si tratta di una bella variante, logica e indipendente, alla classica *Filo d'Arianna*, di cui sfrutta la prima metà. Dalla caratteristica sosta su blocco in mezzo al nevaio, ci si dirige a sinistra lungo una discontinuità diagonale che conduce - con 5 tiri lunghi - a pochissimi metri dalla cresta sommitale, dove termina la via.
Il nome della via è più che eloquente e azzeccato: ad una prima metà da salmoni a risalire sotto un sole cocente il flusso ghiacciato/nevoso in via di scioglimento, segue una seconda parte incassata e ombrosa dove ci si trasforma ben presto in ghiaccioli :-)

Materiale: 2 corde da 60 m, 4 viti da ghiaccio, 1 set completo di friends C3+C4 BD fino al #3 C4, fettucce, 3/4 chiodi da roccia per ogni evenienza.
Esposizione: Est Nord Est, incassato.
Avvicinamento: stesso accesso del *Filo d'Arianna*.
Discesa: in doppia lungo la via.

Vista generale dal basso del settore sinistro della Combe Maudite
Marco P. lungo i primi tiri di *Filo d'Arianna*
Da questo punto si abbandona *Filo d'Arianna* e si prosegue a sinistra lungo l'evidente goulotte all'ombra
Arrivo in sosta sul primo tiro di *Saumons et glaçons*
Secondo tiro per Paolo: un estetico nastro ghiacciato tra le rocce
Terzo tiro: goulotte seguita da un diedro roccioso di M5+
Arrivo in sosta sul terzo tiro
Quarto tiro: ambiente simil-patagonico
Arrivo in sosta sull'ultimo tiro con vista dall'alto sulla Combe Maudite

mercoledì 18 marzo 2015

Mont Blanc du Tacul - *Scotch on the rock*

Modulo "goulotte" nell'ambito di un corso di formazione per aspiranti guide alpine. Dopo due giorni di maltempo passati in falesia a fare dry-tooling, la voglia di salire in quota per scalare qualche bella linea era tanta! Il primo giorno di bello ci siamo quindi catapultati in massa sul versante Est del Mont Blanc du Tacul, dove le condizioni sono molto buone: con il mio gruppo sono andato a curiosare *Scotch on the rock* (450 m, IV/7 M), salita 20 anni fa da S. Haston e L. Gouault. Si tratta di una bella linea di misto che corre pochi metri a destra dell'ormai classica *Pinocchio*. L'arrampicata è sempre sostenuta ma ben proteggibile ovunque, cosa che invita a spingere senza indugi l'arrampicata libera. I tiri non sono mai lunghi e le soste tutte attrezzate a chiodi (qualche cordone non proprio in buono stato). Dopo la lunghezza chiave, la via prosegue con un tiro lungo non difficile ma delicato: con altri due tiri verticalmente si raggiunge la fine delle difficoltà. Da questo punto, considerata l'ora tarda (siamo saliti con la funivia n° 18...) e la cena fumante pronta al Rifugio Torino, abbiamo ancora effettuato un tiro da 60 m verso sinistra (M5) per andare a reperire le doppie di *Pinocchio* e calarci da quest'ultima che offre sicuramente soste meglio attrezzate.

Materiale: 2 corde da 60 m, 2 viti da ghiaccio, 1 set completo di friends C3+C4 BD fino al #4 C4, fettucce, 3/4 chiodi da roccia per ogni evenienza.
Esposizione: Est.
Avvicinamento: stesso accesso delle super classiche * Modica-Noury* e *Albinoni-Gabarrou*, la via si trova poco a destra.
Discesa: in doppia lungo la via.

In rosso il tracciato della via, appena a destra di *Pinocchio* (foto Lotito's blog)
Mauro impegnato sul primo tiro di *Scotch on the rock*
Filippo sul secondo tiro
Manuel al termine del secondo tiro

Terzo tiro, il più difficile... e più secco (foto F. Precetti)
Filippo esce dalla tratto più impegnativo della via (terzo tiro)
Quarto tiro, lungo e delicato (piuttosto secco)

giovedì 12 marzo 2015

Mont Blanc du Tacul - *Una follia per Umberto Maria*

Buone condizioni generali delle goulottes in zona Mont Blanc du Tacul. Oggi siamo andati a curiosare un'estetica linea che si trova immediatamente a destra della classica *Lafaille*. Si tratta di *Una follia per Umberto Maria* (250 m, II/5), salita da Gian Carlo Grassi e Elio Bonfanti nel 1989 e dedicata al figlio di quest'ultimo :-) Non è un itinerario particolarmente lungo e, proprio per questo motivo, è ideale per un'uscita giornaliera in tutta tranquillità e senza stress da orologio. La sezione centrale, quella più tecnica, si articola in tre lunghezze di più di 50 metri: si scala interamente su neve/ghiaccio ma ci si protegge sempre su roccia con protezioni veloci. In loco si trova qualche chiodo e qualche cordone. Le soste, tranne la prima a fix in comune con la *Lafaille*, sono a chiodi normali ancora in buono stato. Dal termine delle difficoltà si può scendere in doppia lungo la via oppure continuare per altre due lunghezze di misto facile fino ad una sorta di colletto, oltre il quale è possibile congiungersi con la parte alta della *Lafaille* (e scendere in doppia da quest'ultima).
Di seguito la relazione sintetica della via:
L1: superare a destra la terminale e dirigersi in diagonale a sinistra fino alla prima sosta della *Lafaille* - 2 fix, 60 m. Nessun materiale in posto.
L2: percorrere a sinistra i primi metri verso la *Lafaille* e imboccare la prima evidente goulotte verticale fino alla sosta sulla sinistra - 2 nut incastrati con fettuccia e kevlar, 55 m. Nessun materiale in posto.
L3: proseguire verso l'alto lungo lo stretto nastro ghiacciato con difficoltà crescenti fino alla sosta su un ripiano a destra - 2 chiodi con cordini, 55 m. 1 chiodo e 2 cordoni in posto.
L4: tornare a sinistra nel centro della goulotte e salire fino al termine delle difficoltà in corrispondenza di una sosta a sinistra - 2 chiodi e cordone. 55 m. 1 chiodo e 1 nut incastrato in posto.
Con due lunghezze di misto facile si raggiunge il colletto che mette in comunicazione con la parte alta della *Lafaille*, da cui si può agevolmente scendere in doppia.

Materiale: 2 corde da 60 m, 2 viti da ghiaccio, 1 set completo di friends da #0 C3 a #3 C4 BD.
Esposizione: Nord Est.
Avvicinamento: stesso accesso del *Supercouloir* e della *Lafaille*. Attualmente ci si sposta molto bene con gli sci: calcolare circa 45 minuti da Punta Helbronner.
Discesa: in doppia dal termine delle difficoltà (chiodi) oppure, sempre in doppia, raggiungendo la parte alta della *Lafaille* (fix).

La goulotte in questione è evidenziata dalla freccia rossa, a destra della *Lafaille*
Solitaria improvvisata sulla *Lafaille* per Marco F. dopo essere stato paccato all'ultimo minuto dal compagno di cordata :-)
L'estetica sezione centrale della goulotte: vista dal basso...
... e vista dall'alto
Buone condizioni lungo tutto il percorso
Vista generale del settore
Bella giornata oggi... ma con un po' di vento!
Rientro con le pelli di foca a Punta Helbronner

giovedì 12 febbraio 2015

Mont Maudit - *Directissime Roger Baxter Jones*

Impossibile resistere alla tentazione di un giro in quota con queste bellissime giornate di metà febbraio. Insieme ad Ale siamo stati in fondo alla Combe Maudite per salire una delle tante linee che solcano il versante Est Nord Est della Spalla del Mont Maudit. L'ispirazione odierna ci ha portati sulla celebre *Directissime Roger Baxter Jones* (600 m, III/4), salita nel 1978 dal mitico Patrick Gabarrou insieme a Brigitte Maquennehan. Si tratta di un itinerario molto logico che, con andamento leggermente sinuoso, segue una serie di cascate di ghiaccio fin quasi sulla sommità della Spalla del Mont Maudit. Attualmente le condizioni sono super! Nei tratti di collegamento è presente un po' di neve ventata con qualche (innocua) placca a vento: non erano presenti tracce di passaggio... ora con le peste fatte la progressione sarà ancora più veloce ;-)
A differenza di altri itinerari in zona, lungo la via non si trova materiale in posto: solo due o tre fettucce praticamente inutilizzabili. Ci si protegge comunque agevolmente con viti da ghiaccio e protezioni veloci, soste comprese.
Per la discesa, dall'uscita della via occorre scendere circa 150 metri (neve dura, possibili doppie su spuntoni) e raggiungere l'uscita del *Filo d'Arianna*: una lunga serie di doppie attrezzate a fix e maillon rapide riporta alla base.
Avvicinamento e rientro comodissimi con gli sci su neve compattata e lisciata dal vento.
Per avere un parametro indicativo sul tempo di percorrenza, noi abbiamo impiegato poco meno di 9 ore per l'andata/ritorno dal Rifugio Torino, senza correre ma senza neanche troppe pause...

Materiale: 2 corde da 60 m, 4 viti da ghiaccio, 1 set completo di friends C3+C4 BD fino al #2 C4, fettucce, 3/4 chiodi da roccia per ogni evenienza.
Esposizione: Est Nord Est, incassato.
Avvicinamento: in circa 1 ora con gli sci da Punta Helbronner.
Discesa: in doppia lungo *Filo d'Arianna*, più in basso a destra rispetto all'uscita della via.

Avvicinamento con gli sci nella Combe Maudite

Vista d'insieme della Combe Maudite dai pressi della terminale

Neve ventata da battere nei tratti di collegamento tra i salti ghiacciati: adesso la traccia è fatta ;-)

Ale al termine della sezione più impegnativa

All'inizio dell'ultima goulotte che conduce sulla spalla del Mont Maudit

Doppie veloci lungo *Filo d'Arianna*

Nuovamente alla base della via: ci aspetta un rapido rientro con gli sci verso il Rifugio Torino

In rosso il tracciato della via

Risalita del Col Flambeau con le ultime luci del giorno: bellissimo!

Meno male che al Rifugio Torino c'è Pippo che ci aspetta... un po' pazzerello(i) ma simpaticissimo :-)

Pippo e il Dente del Gigante

mercoledì 14 gennaio 2015

Time-lapse 2014

Si è appena concluso il 2014 ed è il momento di fare un piccolo bilancio dell'anno trascorso. Dopo un inizio un po' in sordina, a febbraio è arrivato un grande risultato ovvero la pubblicazione della guida completa delle cascate di ghiaccio in Valle d'Aosta: "Effimeri barbagli". Si tratta di un lavoro piuttosto corposo che mi ha impegnato per anni con l'obiettivo di colmare una lacuna di circa un ventennio e di portare avanti il grande lavoro di catalogazione sistematica delle cascate iniziato da Gian Carlo Grassi.
La copertina del libro
Dopo l'uscita del libro ho quindi potuto rilassarmi un po', trovando i giusti spazi da dedicare all'azione. Ho partecipato all'X-Ice Meeting, organizzato annualmente a Ceresole Reale dagli amici di Mountain Passion, trovandomi senza neanche accorgermi a scalare (e gareggiare, si fa per dire) accanto ad autentici specialisti del dry-tooling come Jeff Mercier e Anna Torretta. Indubbiamente una bella esperienza, condivisa insieme ad amici e all'immancabile ricco buffet offerto ai partecipanti.
Un momento della finale all'X-Ice Meeting 2014: secondo classificato dietro a Jeff Mercier e davanti ad Anna Torretta (foto R. Rossi)
Una bella settimana del mese di marzo insieme ad un corso di formazione professionale per guide alpine del Trentino mi ha poi permesso di percorrere alcune belle goulottes nel massiccio del Monte Bianco. Sicuramente un bel colpo di fortuna (meteo e condizioni) per gli allievi del corso, abituati agli scenari dolomitici e un po' meno al severo ambiente dell'alta montagna glaciale.
Un bel passaggio di misto nella parte alta di *Madness très mince* alle Pointes Superieures de Pré de Bar

Con l'arrivo della primavera si è risvegliata anche la voglia di roccia e arrampicata: ecco quindi organizzata velocemente una trasferta in Spagna. Destinazione: Siurana, Montsant, Margalef e Montserrat. Sicuramente una bella occasione per rimettersi in forma e affrontare nuovi progetti.
Di ritorno dalla Spagna, infatti, non è tardata ad arrivare la salita RP di *Faith* (8a), una bella via di riferimento nella falesia dei "Biellesi" (Donnas).
Michi Wholleben, incontrato a Montserrat, impegnato su un'estetica linea al Clot de Boixar
L'estate 2014 - come è noto - non è stata tra le migliori, meteorologicamente parlando... abbiamo dovuto rassegnarci a considerare belle giornate quelle in cui pioveva solo dopo le ore 15 :-)
Tra un acquazzone e l'altro, insieme alla paziente Ale, sono comunque riuscito a mettere a segno quella che mi piace definire come la prova di coraggio 2014, ovvero la salita interamente da capocordata di *Tsunami* in Wendenstöcke.
*Tunami*, un impressionante muro verticale di compattissimo calcare (foto A. Gianatti)
Durante l'estate abbiamo poi scalato tra Valle dell'Orco e zona Briançon, una bella cavalcata in cresta in Valpelline e un'inaspettata goulotte sul versante Sud della Roccia Nera sulle orme di Gian Carlo Grassi... risultato dell'estate fresca 2014 e preludio di una stagione autunnale piuttosto propizia all'alpinismo sulle grandi pareti delle Alpi.
A. Clavel impegnato sul quinto tiro di *Io lei lui l'altra* al Monte Castello (Valle dell'Orco)
Prima dell'inverno, però, ci siamo ancora concessi qualche piccola soddisfazione rocciosa sulla mitica Paroi d'Anterne, sulla Paroi de Gramusset, a Sanetsch, nuovamente in Wendenstöcke, alle Tours d'Areu, al Monte Eus, sul Piccolo Dain e sul vicino Pilastro Lomasti... con una simpatica interpretazione in chiave trad.
Ale impegnata sul tiro chiave (8a) di *Salamalek*, alla Paroi d'Anterne
Come un fulmine a ciel sereno si è poi presentata l'occasione a settembre di salire la mitica *Bonatti-Vaucher* sulla parete Nord delle Grandes Jorasses... proprio nel cinquantenario della sua apertura! Una salita nata quasi per caso insieme all'amico/collega Arnaud Clavel, con cui ho avuto la fortuna di condividere - anche in passato - alcune tra le più belle esperienze in montagna.
A. Clavel impegnato lungo la *Bonatti-Vaucher* sulla parete Nord delle Grandes Jorasses
Ancora una puntata con le piccozze alla ricerca di qualche linea di rara formazione sul Pic Adolphe Rey prima di concederci due mini tour arrampicatori in Sardegna e in Sicilia.
La linea evidente della *Goulotte del Pic Adolphe*... molto estetica
L'anno è poi terminato con una visita esplorativa in Valle di Rhêmes, che ha portato due prime salite di ghiaccio/misto brevi ma interessanti... anche a giudizio dei ripetitori.
Vista d'insieme delle due nuove linee in Valle di Rhêmes

Risparmio ogni commento sull'inizio del 2015... nella speranza di scrivere qualcosa di più interessante nel prossimo resoconto annuale ;-)